Allarme Acqua Frizzante: lo studio rivela la presenza di metalli pesanti | Nessuno sa più cosa beve
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Le analisi di Altroconsumo allarmano i consumatori di acqua frizzante: ritrovati metalli pesanti in alcune delle bottiglie più vendute.
Sappiamo cosa beviamo? Un tempo forse sì, ma negli ultimi anni, sempre più di frequente, le analisi sulle acque hanno evidenziato la presenza di materiali tossici e nocivi per l’essere umano.
Per considerare l’acqua potabile essa deve rispettare precise caratteristiche: deve essere limpida, inodore, incolore, insapore e priva microrganismi patogeni e sostanze chimiche nocive per l’uomo.
Per tale motivo, tutte le acque sono sottoposte ad un processo di potabilizzazione che ne migliora le proprietà e ne preserva le condizioni.
Eppure, un’analisi di Altroconsumo condotta su alcune acque frizzanti ha rilevato la presenza di metalli pesanti: ecco quali sono le più a rischio.
Metalli nell’acqua: perché fanno male
Tra i componenti inorganici che possono essere riscontrati nelle acque, alcuni sono tossici: si tratta dei così chiamati “metalli pesanti” come cadmio, cromo, piombo, arsenico, mercurio, nichel, alluminio o manganese. Data la loro tossicità, questi possono essere contenuti in concentrazioni molto basse, generalmente dell’ordine dei microgrammi (milionesimi di grammo) per litro.
Altroconsumo ha sottoposto ad un test 27 tipi di acque frizzanti, tra nazionali e regionali, selezionati tra i marchi disponibili in 1.200 punti vendita della grande distribuzione presenti in 67 città italiane. Le bottiglie analizzate sono state valutate considerando il suo residuo fisso, più nitrati e fluoruri, e in base alla presenza di metalli pesanti come alluminio, arsenico, manganese e nichel (che sono naturalmente presenti nell’acqua, sebbene in ridottissime quantità), e contaminanti. Ciò che ne è emerso, è che molte delle acque frizzanti più note contengono livelli elevati di metalli pesanti.
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Le acque frizzanti più a rischio
Sei bottiglie tra le 27 analizzate da Altroconsumo hanno evidenziato una presenza critica di metalli pesanti, in particolar modo arsenico e manganese che, se presenti in alte concentrazioni, si possono accumulare nei tessuti interferendo con il funzionamento dell’organismo umano.
Le acque minerali frizzanti Sant’Anna, Levissima, Valmora, Ferrarelle Maxima e San Martino hanno rilevato una concentrazione di arsenico superiore alla media, mentre nella Gaudianello è stato riscontrato un contenuto eccessivo di manganese. Quest’ultimo, che risulta essere tossico per l’uomo se assunto in grandi quantità, è presente anche nelle acque frizzanti Ferrarelle Maxima, Gaudianello e San Martino: qui vi è una concentrazione dalle due alle otto volte superiore rispetto al valore di riferimento ammesso per l’acqua del rubinetto. Altroconsumo sottolinea, tuttavia, che la presenza di questi metalli pesanti rientra ancora nel limite di legge e non mette in pericolo la salute dei consumatori.